Il campionato cadetto ha smesso di essere fucina di talenti e laboratorio tecnico e negli ultimi tempi ha notevolmente abbassato anche le sue potenzialità economiche.
La Sampdoria deve fare di tutto per rimanere aggrappata alla Serie BKT, ma il campionato cadetto italiano ormai non è più quello di una volta. Il periodo che sta attraversando infatti è caratterizzato da una significativa instabilità economica, con sfide finanziarie che mettono a dura prova la sostenibilità dei club partecipanti.
Un esempio? La difficoltà nella vendita dei diritti televisivi, con una trattativa infinita che si è conclusa, per la stagione in corso, solo a pochi giorni prima dell’inizio del campionato. A spuntarla è stata Dazn, ma la telenovela ha evidenziato tutte le complicazioni nel garantire entrate stabili e tempestive per le società. Tutto questo pesa poi sui bilanci delle squadre.
A volerli analizzare nel dettaglio, si scopre che i club impegnati quest’anno solo 7 non hanno subito fallimenti nelle ultime venti stagioni. Stiamo parlando di Brescia, Cittadella, Cremonese, Frosinone (fallito e rifondato nel 1990), Sassuolo, Südtirol e Sampdoria, quest’ultima salvata dalla scomparsa grazie all’intervento di nuovi azionisti. Al contrario, club come Alessandria, Pordenone, Trapani, Livorno e Foggia hanno affrontato il fallimento poco dopo la retrocessione dalla Serie B.
Dal punto di vista finanziario, la stagione 2022/23 ha registrato un aumento del costo della produzione, pari a 778,8 milioni di euro (+25,2%), con gli stipendi che ammontano a 410,8 milioni (+23,2%), rappresentando oltre il 100% dei ricavi. Uno squilibrio che ha portato a una perdita netta aggregata di 330,3 milioni di euro, evidenziando la fragilità economica del campionato cadetto.
Il futuro della Serie BKT? Il betting potrebbe dare un nuova mano…
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Per questo servono nuove entrate, serve nuova progettualità, servono nuovi fondi per far ripartire l’intero comparto. Un aiuto, in questo senso, potrebbe allora arrivare dal mondo del gambling. Come si legge su Giochi di Slots, infatti, l’idea è quella di abolire o quantomeno rivedere il Decreto Dignità, riaprire alla pubblicità del betting nel mondo sportivo e destinare una parte degli introiti del mondo del gioco pubblico alla rivalutazione di impianti e stadi sparsi in tutta Italia, con particolare riguardo a quelli dei club minori.
Club che sono sempre più in difficoltà, tanto in Serie B quanto in Serie A. Secondo il Report Calcio 2024 della FIGC, i debiti aggregati del calcio professionistico italiano hanno raggiunto i 5,7 miliardi di euro, con un patrimonio netto dimezzato a 344 milioni di euro. In questo contesto, la Serie B appare come il campionato meno equilibrato dal punto di vista finanziario, con spese che eguagliano o superano i ricavi.
Retrocedere dalla massima serie comporta conseguenze economiche significative per i club. Lo dimostra il caso del Cagliari, che ha visto una riduzione di circa 30 milioni di euro nei ricavi da diritti televisivi dopo la retrocessione. Perdita parzialmente compensata dal “paracadute” di 25 milioni di euro destinato alle squadre retrocesse. Una compensazione temporanea e sicuramente non sufficiente a garantire la stabilità finanziaria nel lungo termine.
Difficoltà, crisi, mancanza di investimenti. Tutti fattori che mettono a rischio la sostenibilità del campionato e dei suoi club. Per questo appare fondamentale l’adozione di strategie di gestione finanziaria più oculate e l’implementazione di riforme strutturali per garantire un futuro più stabile e prospero al calcio italiano. Un futuro che passa anche per la Serie B.