Il ds della Salernitana, Marco Valentini, ha parlato degli acquisti di mercato di gennaio e anche dell’ex Sampdoria Stefano Girelli, spiegando che si tratta di un acquisto mirato nonostante lo scarso minutaggio
Stefano Girelli è stato tra i giocatori meno impiegati dalla Sampdoria nel girone d’andata. Per lui solo due panchine a inizio stagione, poi non è mai stato convocato da Andrea Sottil e Leonardo Semplici. Finché non ha accettato la proposta di Marco Valentini di trasferirsi alla Salernitana in prestito, durante il calciomercato di gennaio.
I campani potevano essere l’occasione di rilancio per il centrocampista classe 2001 e, in effetti, un po’ di minuti l’ha giocati. Ha esordito subito con 19 minuti giocati col Sassuolo, poi ha disputato più di metà gara contro il Pisa. Da lì, però, 5 panchine consecutive e, negli ultimi due mesi, ha giocato solo 12 minuti. Il ds della Salernitana Valentini, per giustificare il suo acquisto e anche quello di Zuccon, ha parlato così:
Per caratteristiche ad esempio mancava sostanza e quantità, quindi sono arrivati Girelli e Zuccon. Se il loro minutaggio non cresce, vuol dire che ci sono calciatori che hanno qualità
Ex Sampdoria, Valentini: “Girelli operazione che serviva. Minutaggio? Ci sono altri giocatori di qualità”
Ex Sampdoria, Marco Valentini (ds Salernitana): ecco perché non gioca Stefano Girelli
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Insomma, afferma il ds dei campani, l’arrivo di Girelli in effetti serviva. Solo che il tecnico Roberto Breda (confermato con dichiarazioni ufficiali da Valentini) ha valutato che ci fossero altri giocatori in rosa più adatti a lui nello scacchiere. Anche se i risultati faticano ad arrivare, l’ex Sampdoria rimane indietro nelle gerarchie e la fine della stagione si sta avvicinando.
La Salernitana ha per lui il diritto di riscatto e molto dipenderà anche dall’eventuale retrocessione in C o permanenza in B. Ma, per il momento, il minutaggio non è incoraggiante e non fa pensare che i granata eserciteranno l’opzione. Anche se Valentini ha difeso la sua operazione di calciomercato. Così come ha difeso quelle di Alberto Cerri e Antonio Raimondo, due attaccanti che Pietro Accardi voleva portare a Genova:
Raimondo lo volevano dieci squadre di Serie B, più Cagliari e Parma in Serie A. Cerri ha fatto la differenza ma poi dopo il rigore di Cesena ha segnato il passo. Raimondo invece ha subito il contraccolpo psicologico. Sono convinto che abbiamo preso i due migliori attaccanti