La storia del Luigi Ferraris, lo storico impianto diventato nel corso degli anni anche la casa della Sampdoria
La Sampdoria, senza girarci intorno, a prescindere dalla sua posizione all’interno della classifica o del campionato in cui milita, è e rimane una delle squadre più amate e apprezzate di tutta Italia. Non c’è però squadra che abbia qualcosa da raccontare senza una casa, e tutto quello che ne consegue.
Altro simbolo del calcio Genovese, oltre al Genoa, la Sampdoria nasce a metà novecento circa dalla fusione di due grandi società calcistiche della città: la Sampierdarenese e L’Andrea Doria; nonostante questo lo stadio che oggi è il simbolo della squadra c’era già. Nonostante quest’anno non sia quello giusto per studiarsi le quote serie a su Betfair visto la presenza della squadra blucerchiata in B, è sempre un buon momento per analizzare da vicino il percorso di un luogo che ha raccolto le emozioni di parte di una delle città più importanti d’Italia e d’Europa.
Le origini dello stadio
Noto anche con il nome colloquiale (e iconico) di Marassi o Stadio Marassi (dal nome del quartiere genovese dove sorge), il Luigi Ferraris è il più antico impianto calcistico d’Italia ancora in attività al 2024; questo perché la sua inaugurazione si può far risalire addirittura a prima delle prima guerra mondiale, con il 1911 come anno base. Lo stadio, costruito inizialmente come Campo del Genoa in Via del Piano, fu eretto all’interno di un grande terreno allora presidente del Genoa Edoardo Pasteur.
Il nome però arriva una ventina di anni più tardi e porta con sé una ventata di tristezza e animo nobile. Luigi Ferraris, colui a cui è stato intitolato lo stadio, era capitano del Genoa durante il corso della prima guerra mondiale. La stessa che lo ha ghermito via da questa vita.
Nel 1933 lo stadio fu a lui intitolato e durante la cerimonia la sua medaglia d’argento al valore militare fu sotterrata nelle vicinanze della porta di gioco situata sotto la Gradinata Nord dello stabile.
Data la sua importanza storica e le sue dimensioni ragguardevoli, lo stadio fin da subito inizio per fare parte in maniera attiva della storia calcistica mondiale. Nel 1934 infatti, il Luigi Ferraris ospitò alcune delle partite dei mondiali di calcio. Sarà necessario però aspettare il 1990 per rivedere nuovamente accedere questo, dopo una importante ristrutturazione realizzata dall’architetto Vittorio Gregotti.
Dalla nascita della Sampdoria a oggi
La storia del Luigi Ferraris: la casa della Sampdoria
LEGGI ANCHE Calciomercato Sampdoria, Andrea Pirlo: Verre? Niente di ufficiale…
Nel 1946, con la nascita ufficiale dell’UC Sampdoria, lo stadio diventa sede di entrambe le squadre dell’ex repubblica marinara. Con la crescente passione lo stadio fu gradualmente ampliato fino a raggiungere, durante il corso degli anni ottanta, la capienza massima di 55.700 posti a sedere.
Come anticipato, in occasione dei mondiali del 1990, lo stadio fu ricostruito ma le ristrutturazioni richiesero molto tempo. Lavori iniziati nel 1987 e conclusi solo due anni dopo. Lavori lenti, meticolosi ma sopratutto graduali, così da permettere alle squadre di continuare a giocare allo stadio nonostante tutto. Il mondiale degli anni novanta allo stadio si sono giocate 3 partite del girone e degli ottavi di finale, questi tra Repubblica d’Irlanda e Romania.
Durante il corso degli ultimi trent’anni il Ferraris è rimasto sostanzialmente identico, se non fosse per dei piccoli lavori di ristrutturazione necessari per contrastare il deterioramento di alcuni materiali. Tra le particolarità che rendono lo stadio unico dagli amanti del calcio delle scommesse è la sua struttura “inglese”. Caratterizzato dall’assenza di curve in favore delle più spartane gradinate.
Negli anni resta anche nota la poliedricità con cui lo stadio si è presentato al pubblico. Oltre al pallone il Luigi Ferraris ha ospitato partite di Rugby, concerti musicali ed è anche stato ambientazione per videoclip di artisti molto noti come Tiziano Ferro. Tutto quello che serve per consegnarsi alla storia.