Dopo l’arresto dell’ex presidente della Sampdoria Massimo Ferrero ecco il commento al vetriolo del giornalista Andrea Scanzi
L’arresto dell’ex presidente della Sampdoria ha scatenato il web. E anche diversi personaggi famosi. In molti hanno commentato quanto accaduto a Massimo Ferrero, accusato per bancarotta e vari reati fiscali. C’è chi si è detto dispiaciuto per quello che sta capitando al Viperetta e chi invece ci è andati più in maniera più “pesante”.
Tra i vari commenti che sono piovuti sui socia network riportiamo quello del giornalista Andrea Scanzi, che su Facebook si è lasciato andare a un lungo scritto con una vena ironica piuttosto marcata:
Ma tu pensa. Massimo Ferrero, imprenditore e presidente della Sampdoria, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta della procura di Paola (Cosenza) per reati societari e bancarotta. Ma tu pensa. Ferrero è stato trasferito in carcere, mentre per altre 5 persone sono stati disposti i domiciliari. Secondo quanto apprende l’Ansa, la squadra ligure non è coinvolta nelle indagini
Sampdoria, arresto Ferrero, Scanzi: una star poco esemplare
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Calcio, arresto Ferrero, Scanzi: una star poco esemplare
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Scanzi non se la prende tanto con Ferrero, quanto con chi ne ha fatto un “mito”, soprattutto in televisione:
Fermo restando la presunzione d’innocenza, vien davvero da chiedersi: chi l’avrebbe mai detto? Davvero una notizia inattesa, incredibile e imprevedibile! Ecco uno dei grandi problemi di questo Paese: trasformare il “non accettabile” (anche solo a livello etico e morale, senza implicazioni giuridiche) in “macchiettistico” e “buffo”. Tramutando puntualmente in star e vip televisivi personaggi magari anche simpatici, ma che certo hanno ben poco di “esemplare” e positivo. Quante volte è accaduto? Decine e decine di volte.
La frecciatina a Ferrero arriva poi dritta dritta nel segno…
Fino a quando non capiremo che essere furbi e malamente spericolati non è una nota di merito, bensì elemento fortemente critico e discutibile, non andremo da nessuna parte
Ma la critica a chi utilizza modelli da lui non ritenuti evidentemente proprio esemplari è ancora più aspra.