La Sampdoria che perde a Verona ha deluso tutti, non solo i tifosi, Ma non serve ancora fare un processo a Giampaolo. Piuttosto serve…
Cosa è successo alla Sampdoria vista con l’Atalanta? E a quella applaudita con la Juventus? E quella che non si arrende con la Lazio? A Verona si è rivista la squadra scesa in campo a Salerno. Una Sampdoria che poteva fare una figuraccia anche nel risultato se questa volta Audero non avesse vestito i panni del Supereroe. Quello che volete. Intanto sarebbe rimasto Super e quasi imbattibile lo stesso. Perché il Verona di reti ne ha fatte due. Due in rimonta dopo che Caputo ci aveva illuso.
E invece ancora niente vittoria, nemmeno un pareggio questa volta. Solo una sconfitta. L’ennesima lontano dal Luigi Ferraris. E con il gioco dei tre punti siamo messi già male dopo cinque giornate di campionato.
Tutto previsto. Il calendario non è il massimo. Non è una notizia di oggi. Bisogno stringere i denti fino a sabato sera, fino alla gara con il Milan. Poi si va in discesa o almeno speriamo possa essere così.
Non voglio ancora fare drammi. Perché credo che la società abbia lavorato bene sul mercato. Il mio voto non è insufficiente e nemmeno sufficiente. È più alto e non può essere altrimenti. Faggiano, Osti e Romei si sono inventati di tutto pur di rientrare con i conti, pur di non indebolire la squadra. Qualcosa si è perso, qualcosa si potrà guadagnare…
La coperta è corta? Lo è sempre quando si parla di Sampdoria. L’occasione al Milan l’ha avuta Marco Giampaolo. Ora deve solo pensare a lavorare al meglio, a dare quella mentalità che manca da sempre. Non è una colpa. Solo il noioso Ranieri ci è riuscito. Solo Sir Claudio è riuscito a prendere punti fino all’ultima giornata, e prima ancora a salvare una squadra che sembrava già finita in Serie B, dove gioca oggi il Genoa…
Non è ancora tempo per fare processi. Bisogna vedere tutti in campo. Bisogna aspettare Villar (ancora per quanto?), aspettare Djuricic e pure Winks, poi Pussetto. Anche Andrea Conti oltre che il miglior Gabbiadini. E poi? Io aspetto anche Murillo. La squadra c’è va solo aspettata…
La mentalità non si può comprare. Ora tocca a Giampaolo…

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Ripeto nessun processo a Marco Giampaolo. Dopo cinque giornate e qualche buona prestazioni contro le grandi del campionato sarebbe sbagliato accusarlo, puntare il dito solo su di lui. Ma questo non toglie che il Maestro possa aver sbagliato, commesso anche lui degli errori. E ci sono. Dal ripresentare le due punte proprio a Verona senza averne la forza. Sì perché Caputo e Quagliarella hanno la loro età e anche se Don Fabio ha fatto una partita generosa (gli ho dato sei in pagella…) alla lunga si è spento come si spengono le candeline sulla torta. E l’errore di Caputo nel finale è più di stanchezza che tecnico…
E poi la difesa che non è stata minimamente aiutata né da Sabiri e tanto meno da Verre. Solo Rincon corre, solo Vieira copre. Troppo pochi per un Samp leggerina dietro. Io credo che come si ha il coraggio di decidere di cambiare modulo, bisogna avere anche il coraggio di concedere un turno di riposo o richiamare a sedersi in panca prima del previsto uno di quei giocatori che fino a qualche settimana fa ci ha fatto gioire e godere come dei pazzi. Sabiri non è al massimo. Facciamolo riposare.
Ma quello che mi preme di più è il discorso sulle palle, testa, carattere, mentalità, rabbia, cattiveria… Tutte parole che mancano da tempo nel vocabolario Sampdoria. Parole che invece possono fare la differenza. Non basta mettersi le mani nei capelli. Tirare qualche urlo per far vedere che ci si tiene. Serve altro. Bisogna farlo vedere in campo.
Serve andare in campo con una testa forte, con una mentalità di una squadra che non ha paura di nessuno. E invece la Sampdoria ha paura anche della sua ombra. Da sempre. Non da oggi. Ma oggi in panchina c’è Marco Giampaolo e tocca a lui lavorare sulla testa dei giocatori. Serve avere coraggio anche nelle scelte. Ne dico una: piuttosto che vedere questo Villar faccio giocare Yepes-Laut. Piuttosto che vedere questo Djuricic provo un altro giovane.
Dall’altra parte Doig ha vent’anni, viene dalla Scozia e giocava nell’Hibernian Football Club. Questo si chiama coraggio. Questa è avere una mentalità aperta. A volte può andare male. Ma quando va bene scopri un possibile crack…